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Venerdì 29 convegno sull’ambiente ad Anagni

Venerdì prossimo, 29 maggio, avrò il piacere di coordinare ad Anagni, la «Città dei Papi», un dibattito dedicato ai temi dell’ambiente. L’occasione di questo Convegno è la presentazione dell’ultimo libro di Paolo Maddalena, giurista di chiara fama, magistrato ed ex Vice-Presidente della Corte Costituzionale, dal titolo: «Il territorio bene comune degli italiani: proprietà i beni comunicollettiva, proprietà privata e bene comune», edito da Donzelli. Si tratta di un libro contro-corrente rispetto al mainstream ormai imperante in Italia, in Europa e in tutto il mondo occidentale, che è fondato sui principi neo-liberisti della prevalenza assoluta della proprietà privata sui beni comuni: principi che hanno aperto la strada alla devastazione del nostro territorio e del nostro Paese.

Fra gli altri partecipanti, ci sarà anche il Vice-Presidente di Legambiente, Edoardo Zanchini.

Un momento di svolta per l’ambiente

Il Convegno si svolge in un momento storico particolarmente importante per la riflessione sull’ambiente e sull’esigenza, ormai inderogabile, della sua tutela. È stata, infatti, da poco approvata la legge che sanziona gli ecoreati, dopo un’attesa durata per oltre 20 anni e dopo una lunga serie di disastri solo in minima parte imputabili alla natura. Ma a riaccendere l’attenzione dell’opinione pubblica e di una politica sempre più distratta su queste materie, sono stati soprattutto i ripetuti e accorati interventi di Papa Francesco in difesa dell’ambiente ed in vista dell’Enciclica annunciata su questo tema. Le parole di Francesco pronunciate il 5 luglio 2013 in Piazza San Pietro, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, suonano come un monito al quale è difficile sottrarsi:

«Quando parliamo di ambiente, del creato, il mio pensiero va alle prime pagine della Bibbia, al Libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l’uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero (cfr 2,15). E mi sorgono le domande: Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando? […] Ma il “coltivare e custodire” non comprende solo il rapporto tra noi e l’ambiente, tra l’uomo e il creato, riguarda anche i rapporti umani».