Ma che ci è andata a fare la Boldrini a Lampedusa mentre l’isola è ancora in piena emergenza? Il richiamo della foresta del suo precedente incarico di portavoce dell’altro commissariato per le emergenze umanitarie deve essere stato irresistibile. Ma da sempre è buona norma, seguita da capi dello stato, presidenti delle camere e persino primi ministri, evitare le passerelle mediatiche nei luoghi nei quali ancora si stanno raccogliendo i morti, proprio per evitare di intralciare le operazioni di soccorso.

Ma la cronaca della giornata lampedusana riserva anche altre novità. La più importante è la denuncia dell’uomo che con la sua barca ha accusato la Guardia di Finanza, colpevole, a suo dire, di ritardi e ostacoli nei soccorsi. La Finanza replica di aver agito tempestivamente, e aggiunge di aver tratto in salvo dall’inizio dell’anno 28 mila profughi. Chi ha ragione? Forse non lo sapremo mai, anche perché la procura di Agrigento fino a questo momento non ha ritenuto di dover aprire alcun fascicolo.

E tuttavia sarebbe utile, almeno in questa fase ancora emergenziale, evitare polemiche magari anche giuste, ma che inevitabilmente finiscono per offuscare il lavoro straordinario che stanno portando avanti i 300 soccorritori accorsi sull’isola, e l’incredibile generosità degli isolani.

In questo anche i media hanno le loro responsabilità. L’overdose di dirette radiotelevisive ha il merito di tenere alta l’attenzione su questo episodio e più in generale sul fenomeno delle migrazioni. Ma produce un effetto indotto assolutamente perverso. La macchina infernale dell’informazione, per alimentarsi ha bisogno di storie sempre nuove, di nuove polemiche, di nuovi attori. E il rischio è che si finisca come nel grande film di Billy Wilder degli anni ’50, “L’asso nella manica”: dove si racconta la vicenda di un cinico giornalista che porta alla morte un operaio intrappolato fra le macerie per realizzare lo scoop della sua vita. In questo caso i morti purtroppo ci sono già e sono tanti, ma la tentazione dello scoop è forte, e può provocare ancora seri danni.

Sempre da Lampedusa, colpisce ma non sorprende l’annuncio che la procura di Agrigento aprirà un fascicolo sui sopravvissuti per il reato di immigrazione clandestina. Un’iniziativa che lascia sbigottiti, ma che in realtà è un atto dovuto: lo prevede infatti la legge Bossi-Fini.

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