Dare un’occhiata ai commenti postati su vari, autorevoli e diffusi siti di informazione, significa immergersi in una realtà dove sembrano regnare ignoranza, volgarità ed egoismo. Ma non è esattamente così. Ci sono anche alcune “isole” nelle quali prevale il ragionamento pacato, la polemica intelligente, la proposta civile, o semplicemente la pietà per chi soffre.

Certo, da una breve indagine empirica compiuta nella rete, che ciascuno può facilmente effettuare di persona, emerge una quadro deprimente dell’Italia e degli italiani: la pancia del paese sprigiona un forte odore di razzismo nelle sue forme più becere. Un paese capace solo di esprimersi per invettive, insulti a buon mercato e luoghi comuni ispirati al razzismo più bieco.

La vittima privilegiata di questi attacchi è la ministra Cécile Kyenge, che magari farebbe anche bene a consultarsi con il presidente del consiglio e con il governo prima di avanzare certe proposte come lo “jus soli”; ma anche il Papa, reo di aver messo ciascuno di noi davanti alla propria coscienza pronunciando quel grido: “vergogna” di fronte all’orrore di centinaia di morti. Ma sul banco degli imputati ci sono, giustamente, anche l’Europa assente e lontana, e la classe politica ritenuta colpevole di ogni male.

L’immagine prevalente che emerge dalla rete è quella di un paese che ha paura di guardarsi allo specchio. Che si rifugia dietro parole d’ordine del genere “ributtiamoli in mare”, senza alcun rimorso o ravvedimento o pietà umana e cristiana. Ma per fortuna c’è anche un’altra Italia che cerca di interrogarsi sulle radici di certi fenomeni come le migrazioni di massa, o che semplicemente esprime pietà e commiserazione per le vittime delle sciagure dell’immigrazione.

Potrà stupire, ma il Corriere.it, nella nostra indagine è il giornale on line nel quale predominano le posizioni più intransigenti ed ostili agli immigrati è . Nel sito del quotidiano un tempo espressione e riferimento della borghesia illuminata, le posizioni riferibili direttamente o indirettamente al leghismo più intransigente e volgare sono largamente prevalenti. Il 3 ottobre, la mattina della strage del barcone, fra le molte centinaia di post, il più votato, con 386 consensi, è quello che pubblichiamo qui

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“Picopico1972” aggiunge un suo pensiero: “bravo Papa. Tu quanti ne accogli? Tanto per sapere..”. Ma c’è anche, fortunatamente, chi naviga controcorrente: come “Valfro” che si firma con nome e cognome e scrive: “Sono una persona normale che si sforza di vivere da cristiano e di rispettare gli esseri umani di ogni razza e colore. E sa perché? Perché penso al mondo futuro dove vivrà mio figlio”.

Decisamente più soft l’approccio dei lettori di repubblica.it. Qui sotto accusa, nella grande maggioranza dei post, è sopratutto l’Europa e la sua incapacità di agire.

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Non mancano però invettive contro la chiesa e il Papa, ma si tratta di opinioni minoritarie.

Decisamente di alto livello i giudizi dei lettori del Sole 24ore. Ci si interroga soprattutto sul perché di queste migrazioni di massa: alcuni ipotizzano che la guerra contro Gheddafi sia all’origine della recrudescenza del fenomeno.

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Quanto ai blog, è interessante il contenuto dei post sul tema immigrazione sul blog di Beppe Grillo. Nelle centinaia e centinaia di commenti si trova di tutto, anche molte critiche alla proposta del capo carismatico di trasformare le navi da guerra in imbarcazioni civili per assistere gli immigrati. E’ anche forte, quasi ossessiva, come sempre, la critica alla classe politica, ma in genere l’atteggiamento è sostanzialmente teso alla ricerca di soluzioni realistiche.

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Anche in altri blog, più generalisti, come IlPost di Luca Sofri si trovano opinioni di ogni genere, e in qualche caso anche piuttosto interessanti. Come questa

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Concludendo, la domanda è: qual è la vera Italia? Quella che si identifica nel 70-80% dei commenti razzisti e spesso anonimi postati sulla Rete? O quella disposta a comprendere il fenomeno immigrazione e ad affrontarlo non come una minaccia ma semmai come una sfida? Probabilmente coesistono due paesi opposti e nemici fra di loro (la Rete rende bene l’accesissimo confronto fra le due posizioni), accanto ad una grande maggioranza di persone disorientate e smarrite, che si lascia silenziosamente trascinare dalle onde.

 

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