Sconfessando i suoi parlamentari che ieri hanno proposto e fatto approvare con i voti di Pd e Sel e il beneplacito del governo l’abolizione del reato di immigrazione clandestina, Beppe Grillo ha dimostrato ancora una volta di sapersi muovere con spregiudicato e cinico pragmatismo sulla scena politica e mediatica italiana.

Grillo e Casaleggio hanno dimostrato comunque di avere una percezione esatta degli umori del loro elettorato. Che è composto più o meno in egual misura da ex elettori di sinistra e di destra, oltre che di molti ex astensionisti. Questo elettorato eterogeneo ha un punto in comune: non ama gli immigrati, e si riconosce nell’equazione “immigrazione, clandestina = meno lavoro per gli italiani e più criminalità”.

Basta dare un’occhiata, come abbiamo fatto noi nei giorni successivi alla strage di Lampedusa, ai commenti sul blog di Grillo e su quelli dei più importanti e quotati siti di news italiani per rendersene conto. E allora, perché cavalcare una battaglia impopolare come quella dell’abolizione del reato di clandestinità? Il leader 5Stelle lo dice con chiarezza: «se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico».

Meglio quindi tirare il freno, a costo di smentire i propri parlamentari che su una loro proposta hanno fatto convergere i voti di Pd e Sel. In tal modo Grillo ha ottenuto anche un risultato non secondario: stroncare ogni eventuale tentativo di costruire un’alleanza parlamentare fra 5stelle e sinistra, nella prospettiva che un giorno possa trasformarsi in alleanza di governo.

Le argomentazioni di Grillo per la verità non sono convincenti: l’abolizione di questo reato non sta nel programma e non è stato discusso in assemblea, è la premessa. E poi aggiunge: «questo emendamento è un invito agli emigranti dell’Africa e del Medio Oriente a imbarcarsi per l’Italia», come se un migrante prima di salire su un barcone legga i giornali italiani per sapere se esiste o no il reato di clandestinità. Reato che comunque fino ad oggi non ha funzionato come deterrente, ocme dimostra il numero crescente di sbarchi sulle nostre coste.

Comunque, qualcosa bisognerà pur fare. La Bossi-Fini è una legge fatta non per dare risposte a un gravissimo problema ma per gettare fumo negli occhi di un’opinione pubblica disorientata e spaventata. Va cambiata, ma bisogna tener conto che quasi tutti i paesi europei oltre agli Stati Uniti, prevedono il reato di immigrazione clandestina. Anche se in molte realtà, come il Regno Unito, la Francia e la Svizzera non è contemplata l’obbligatorietà dell’azione penale. Una norma che talvolta porta a dei paradossali “atti dovuti”: come l’incriminazione dei sopravvissuti alla strage di Lampedusa per il reato di immigrazione clandestina.

 

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