C’è un bel gruzzolo di oltre 50 milioni di euro in attesa di essere spartito dai due gruppi euroscettici di estrema destra più fortemente ostitli all’Unione Europea. Quello che fa capo alla coppia Farage-Grillo, e quello di Le Pen e Wilders, nel quale milita anche il leghista Salvini.

Questa montagna di denaro pubblico, cioè dei contribuneti europei, spiega fra l’altro la fretta e l’insistenza con le quali Beppe Grillo ha voluto chiudere l’accordo con Nigel Farage. Un gruppo nel quale sono presenti anche personaggi  assai discutibili (come lo stesso Farage), o come i Democratici Svedesi che per  poter aderire alla formazione euroscettica hanno dovuto prendere per iscritto le distanze dal passato nazista del loro partito. La creazione di un gruppo parlamentare (almeno 25 deputati di 7 paesi) comporta infatti enormi vantaggi: più tempo per parlare in Aula, più locali, più personale, e sopratutto più soldi, appunto. Ma quanti soldi?

Restando nel campo degli euroscettici più radicali, EFD, Europa della Libertà e della democrazia di Farage e Grillo, e EAF, Alleanza Europea della Libertà, di Le Pen, Wilders e Salvini  (quest’ultimo gruppo non ancora formato), si calcola che solo di finnziamenti europei, escludendo quindi il trattamento economico dei parlamentari, Il Parlamento di Starsburgo verserà nelle loro casse circa 50 milioni di euro nei 5 anni di durata della legslatura: 28 saranno in favore dell’EFD e 22 a vantaggio dell’EAF, sempre che quest’ultimo riesca a diventare un gruppo.

Il calcolo realizzato dal think tank Open Europe prende in esame i due gruppi anti-europei sulla base di questi numeri: 48 deputati per il gruppo Grillo Farage (che corrisponde al numero reale dei deputati EFD), e 38 deputati per la formazione di estrema destra (che ancora però non ha i parametri per costituirsi in gruppo, ma che può già contare su 40 europarlamentari). Qui sotto il quadro aggiornato ma provvisorio dei tre gruppi euroscettici di destra al Parlamento Europeo.

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Su base annuale l’EFD potrà ottenere finanziamenti per 5,6 milioni di euro, l’EAF  3,8 milioni. Questo fondi sono destinati alla formazione del gruppo e al finanziamento delle attività dei partiti e della fondazioni ad esso collegati. Per l’EAF la somma annuale è di 4,4 milioni.

Questo significa che il movimento di Grillo porterà a casa per i prossimi 5 anni poco meno di 10 milioni di euro di soldi comunitari, (circa 2 milioni di euro l’anno), mentre la Lega Nord di Salvini potrebbe incassare 2.260.000 in 5 anni, 450.000 euro su base annuale. Euroscettici sì, ma  tutti in fila per battere cassa all’odiata Bruxelles.

(qui trovi un quadro completo sui costi della politica e dei partiti a livello europeo)

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