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Ma l’Europa non sarà migliore senza gli inglesi

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Secondo un’opinione diffusa, la Brexit, cioè l’uscita del Regno unito dall’UE, sarebbe un fatto positivo per l’Europa. Sul campo europeo resterebbero infatti solo i paesi che più credono nel progetto di integrazione, cioè i fondatori e pochi altri. Liberi finalmente di stringere sempre di più i vincoli comunitari.

L’Europa di fronte al terrorismo, dibattito al Parlamento europeo di Roma

Presentazione del libro presso la sede di Roma del Parlamento europeo il 16 novembre 2015

La presentazione del libro,” La battaglia di Bruxelles, 2011, viaggio al centro della crisi”, di Paolo De Luca, si è trasformata in un’occasione di dibattito sul ruolo dell’Europa nella lotta al terrorismo di matrice islamica.

Lula sarà super-star all’Expo 2015: già archiviato lo schiaffo all’Italia sul caso Battisti?

  L’ex presidente del Brasile Luis Inacio Lula Da SIlva, quattro anni dopo il caso Battisti, sarà ospite d’onore al prossimo Expo di Milano, su invito del governo italiano. Qui di seguito pubblichiamo un commento di Emilio Vinciguerra, giornalista e saggista.

I conti in tasca alla politica europea, un business da 1,7 miliardi

 

Quanto costa il variopinto universo politico che ruota intorno all’europarlamento di Strasburgo? E chi beneficia delle sovvenzioni previste a sostegno dell’azione di partiti, gruppi e fondazioni pan- europei? Abbiamo cercato di capirne di più, scavando nei bilanci e nei documenti ufficiali e no dell’Unione Europea.

Quanti sono i populisti eletti in Europa? Ecco i numeri veri

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Abbiamo rifatto i conti sull’ondata euroscettica che ha scosso l’Europa, e sono emerse parecchie sorprese. Intanto i numeri. Si era parlato, inizialmente e in modo abbastanza approssimativo, di un numero di liste populiste o euroscettiche o xenofobe che variava da 130 a 221. Ebbene quei conti erano sbagliati.

Vademecum per il voto alle europee 2014: istruzioni per l’uso

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Tutto quel che è necessario sapere sulle elezioni europee del maggio 2014, con notizie aggiornate a poche settimane dal voto. Le ultime novità, la legge elettorale, le curiosità, la regole, comunitarie e nazionali, per questo importante ed atteso appuntamento elettorale. Per un aggiornamento e una prima riflessione sui risultati elettorali e sulle conseguenze del voto in Italia e in Europa, ti consigliamo EP2014, il voto che ha scosso l’Europa e stabilizzato l’Italia.

Elezioni europee 2014 dalla A alla Z

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Il 25 maggio si vota in Italia per l’elezione dei 73 membri italiani del parlamento europeo. Il nostro è uno dei 28 paesi dell’Unione nei quali si svolgono gli scrutini per la scelta degli eurodeputati. Il Trattato di Lisbona prevede che “a regime” i parlamentari europei non possano superare il numero di 751, 15 in meno di quelli attuali.

Riforma elettorale: e scegliessimo il proporzionale?

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Solo a parlarne sembra quasi una bestemmia. Eppure la proporzionale è il convitato di pietra nel dibattito in corso sulla riforma elettorale. Qualcuno (La Torre, PD) la esorcizza come «pulsione» proporzionalista, qualcun altro, i centristi ex democristiani la rilanciano forse per nostalgia. Altri come 5Stelle non fanno mistero di preferirla al maggioritario perché, non avendo i numeri né la cultura politica per poter aspirare a governare il Paese, potrebbero capitalizzare al meglio quel 20-21% di voti che i più recenti sondaggi attribuiscono al Movimento di Grillo.

Il sistema di voto per le europee 2014, istruzioni per l’uso

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E’ abbastanza singolare che la politica italiana si accapigli sulle future elezioni legislative, che con molta probabilità non si terranno prima dei prossimi 18 mesi, e nessuno si preoccupi delle elezioni europee che invece sono alle porte, già fissate per il 25 maggio. Non che siano la stessa cosa. Politicamente le legislative “pesano” di più delle europee, e tutti i partiti perciò comprensibilmente si concentrano sulle prime.

Europee 2014, non ci sarà l’ondata populista

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C’è un diffuso timore in quasi tutti i paesi del Vecchio Continente per il possibile affermarsi di movimenti populisti e xenofobi alle prossime elezioni europee del maggio 2014. Ma probabilmente è un timore eccessivo, alimentato per finalità propagandistiche dagli stessi leader di questi movimenti (in Italia abbiamo sotto gli occhi l’esempio di Grillo), cavalcato per motivi opposti anche dai partiti tradizionali.

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