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Elezioni europee 2014, istruzioni per l’uso

Il Parlamento europeo ha lanciato la campagna di sensibilizzazione in vista delle elezioni europee che si svolgeranno a fine maggio in tutti e 28 i paesi dell’Unione. Anche il nostro sito, sensibile alle tematiche europee e consapevole dell’importanza di questa tornata elettorale seguirà con la massima attenzione queste iniziative. Cominciamo con il fornire alcune informazioni di carattere pratico sul voto cerando di rispondere alle canoniche 5 domande: chi, come, dove, quando e perché. Per un aggiornamento e una più ampia sistematizzazione di tutte le notizie relative alle elezioni europee e al sistema elettorale in vigore, consulta anche il nostro Vademecum di recente pubblicazione.

La grande speranza di Malala: “un libro e una penna per tutti”

Malala Yousafzai, la sedicenne pakistana diventata simbolo vivente della lotta contro i talebani, ha ricevuto a Strasburgo il premio Sakharov 2013, un riconoscimento che ogni anno il Parlamento europeo assegna a persone che hanno dedicato la loro vita alla difesa della libertà di pensiero. E forse mai come in questa occasione il premio è stato meritato.

Draghi fa il “tedesco” sul rigore e gela Renzi

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Il presidente della BCE non offre alcuna sponda all’Italia e ai paesi del sud che chiedono flessibilità, rilanciando la sua ricetta  per la crescita. Che somiglia molto a quella della Cancelliera Merkel.

Francia e dintorni, l’onda lunga del populismo non si è fermata

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Sbaglia chi pensa che il risultato delle regionali francesi sia un fatto episodico e destinato ad esaurirsi. E’ invece il sintomo di un male più esteso che colpisce non solo la Francia, ma quasi tutti i paesi dell’Eurozona.

Borse e spread, la lezione che l’Europa non riesce ad imparare

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Preoccupanti analogie fra la crisi del debito del 2011 e il tonfo sui mercati di oggi. C’è da augurarsi che sia solo un’impressione; ma la giornata nera delle borse mondiali sembra un dejà vue.

Grecia e Lettonia, un capodanno un po’ speciale per l’Europa

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Curioso Capodanno per l’Europa. Con due novità. La prima è che da oggi la Grecia assume la Presidenza semestrale dell’Unione, la seconda è che il Club della Moneta unica, sempre da oggi ha un 18esimo membro, la piccola Lettonia.

Un vertice ad alto tasso di autolesionismo europeo

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A mettere in fila le dichiarazioni dei principali leader europei al loro arrivo per il decisivo eurosummit, si ha l’impressione sgradevole della solita, inconcludente cacofonia europea. Nonostante in gioco – come ha ricordato il presidente dell’Europarlamento Martin Schultz – ci siano le vite di milioni di persone. Come andrà a finire? Ecco due possibili ipotesi.

L’Europa di fronte al terrorismo, dibattito al Parlamento europeo di Roma

Presentazione del libro presso la sede di Roma del Parlamento europeo il 16 novembre 2015

La presentazione del libro,” La battaglia di Bruxelles, 2011, viaggio al centro della crisi”, di Paolo De Luca, si è trasformata in un’occasione di dibattito sul ruolo dell’Europa nella lotta al terrorismo di matrice islamica.

Germania stabile nonostante il suo sistema di voto

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La caratteristica principale del modello elettorale attraverso il quale i tedeschi rinnovano la loro Camera Bassa ed eleggono il (o piuttosto la) Cancelliera ha da sempre suscitato grande ammirazione nel nostro paese, insieme ad una voglia di imitazione che carsicamente riemerge nel dibattito politico italiano.

In realtà, il “modello tedesco” è un pessimo sistema elettorale, la cui principale caratteristica è quella di non riuscire quasi mai ad esprimere con certezza una maggioranza di governo la sera stessa del voto. Caratteristica, del resto, comune a tutti i sistemi di voto a base proporzionale, come accadeva da noi con la vecchia norma elettorale in vigore nella Prima Repubblica.

Basti pensare che nella Germania democratica, negli ultimi 68 anni, solo per un periodo di appena 4 anni il paese è stato governato da un solo partito: nelle elezioni del 1957, quando la CDU/CSU di Konrad Adenauer conquistò la maggioranza assoluta dei seggi del Bundestag, la Camera bassa. Per il resto il paese è stato governato da coalizioni, più o meno grandi. Angela Merkel si accinge a dar vita alla 4° Grande Coalizione da lei guidata.

E allora cosa è dovuta l’ammirazione sconfinata e la voglia di imitazione che noi italiani nutriamo per il “modello tedesco”, nonostante esso non riesca a produrre se non le odiate grandi coalizioni? Ad una forma di strabismo politico, in base al quale si ritiene che il sistema elettorale in vigore in Germania – democratico ma non efficiente – sia il fattore di stabilità del sistema paese. Invece è esattamente il contrario. È la stabilità del sistema economico e finanziario tedesco che riesce ad imporsi sulla politica, nonostante le evidenti falle del meccanismo di voto.

E dunque, prima di invocare un modello elettorale che per noi potrebbe essere disastroso, meglio pensarci bene.

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Ecco la nuova geografia politica del centrodestra italiano in Europa

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Alla fine anche in Europa il Pdl si spacca. Una divisone speculare a quella che si è consumata a Roma. Anche nei toni, relativamente soft. Non ci sono stati scontri roboanti fra le due componenti, Forza Italia e Nuovo centrodestra, ma non sono mancate le polemiche. «Un dibattito passionale», lo ha definito con prudente diplomazia Raffaele Baldassarre, vicecapo della delegazione italiana nel PPE, rimasto in Forza Italia.