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EP2014. Qualche riflessione sul voto che ha scosso l’Europa e rafforzato la stabilità in Italia (aggiornamento)

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Quando ormai i risultati del voto di domenica sono quasi definitivi, vi proponiamo alcune riflessioni sulle principali novità e le conseguenze politiche contenute nel voto in Italia e in Europa.

Una prima valutazione del voto che ha scosso l’Europa e rassicurato l’Italia

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Conseguenze del voto in Italia

Le elezioni europee  erano per Grillo l’ultima grande occasione per affermare il suo movimento come forza politica dominante in Italia. E il leader 5 stelle l’ha sprecata portando avanti una campagna elettorale fatta di insulti e di minacce. Le elezioni non si vincono spaventando gli italiani: e proprio la paura degli eccessi di Grillo ha fatto convergere molti voti moderati su Renzi. Non ci sará un secondo treno per il M5S, perché nelle politiche, se si voterà con l’Italicum,  il gioco delle alleanze sarà determinante ai fini della vittoria, e un movimento che per definizione non vuole accettare alleanze o coalizioni è destinato ineluttabilmente a essere tagliato fuori.

Dai giovani italiani della “Generazione Erasmus” un appello al voto pieno di buon senso

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erasmusOra che si sono spenti finalmente i riflettori sulla più brutta campagna elettorale della storia italiana, vale la pena di segnalare una di quelle poche iniziative che tentano di percorrere il sentiero sempre piiù impervio del buon senso comune. E’ l’appello lanciato dai giovani italiani di Bruxelles, la cosidetta “Generazione Erasmus” alla vigilia delle elezioni.

Guida pratica al voto per le europee e le amministrative. Istruzioni per l’uso

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Una guida pratica e di facile consultazione, ma completa e affidabile, per orientare l’elettore nella giungla delle votazioni di domenica 25 maggio, il cosiddetto election day, nel quale verranno utilizzati ben 5 diversi sistemi elettorali: uno per le europee, due per le regionali e due per le comunali. In un solo giorno, infatti, dalle 7 alle 23, si voterà per le elezioni dei 73 membri del’europarlamento spettanti all’Italia, dei presidenti e dei consigli regionali dell’Abruzzo e del Piemonte, dei sindaci e dei consigli comunali di 4.098 comuni, 3.901 dei quali appartenenti a regioni ordinarie e 197 a regioni a statuto speciale.

EP2014: il voto di protesta non abbatte l’Europa, ma impedisce di migliorarla

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Facce nuove ce ne saranno tante a Bruxelles e a Strasburgo, e probabilmente anche le formazioni antieuropeiste saranno più forti (ma anche più divise): la politica, però, continuerà ad essere quella di sempre, dominata dalle due principali famiglie politiche, popolari e socialdemocratici, con l’aggiunta della pattuglia, forse un po’ più ristretta rispetto al passato, dei liberal-democratici. E sono tutti partiti favorevoli ad un processo di maggiore integrazione europea.

Chi sale e chi scende in Europa dopo il voto. L’Italia ferma al palo?

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Ci sono almeno 66 poltrone che attendono di essere distribuite fra i vari paesi europei e le diverse famiglie politiche dopo il voto del 22-25 maggio. Al netto naturalmente dei 751 seggi europarlamentari. Le più importanti sono quattro: la presidenza della commissione, quella del consiglio, la presidenza del parlamento, e l’Alto Rappresentante per la politica estera e la sicurezza, in pratica una sorta di “ministro degli esteri” dell’UE.

Quanto sono “europeisti” i partiti italiani? Ecco una classifica completa ma provvisoria

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«Questa volta è diverso» recita lo slogan scelto dal parlamento europeo, provando ad invogliare gli svogliati cittadini europei a recarsi alle urne. E’ vero, questa volta è diverso, e non solo perché, come giustamente sottolinea l’europarlamento, per la prima volta gli elettori avranno voce in capitolo per la scelta del nuovo presidente della commissione. Ma anche e soprattutto perché in questa campagna elettorale, per la prima volta si parla di Europa. Le elezioni insomma (qui troverete una guida quasi completa al voto europeo)non sono, come sempre accaduto in passato un referendum sul governo, o sullo stato di salute di questo o quel partito. Sono certo anche questo, un importante test di politica interna, ma sono sopratutto un test decisivo per l’Europa e sull’Europa.

Sondaggio UE. Il paradosso del voto “contro” che rafforza il fronte europeista

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I movimenti a vario titolo antieuropeisti o eurocritici raggiungerebbero il 30% dei voti alle prossime elezioni europee e portando a Strasburgo 218 parlamentari su 751. La notizia, proveniente da Londra, dal think tank Open Europe, è stata rilanciata anche nel nostro paese con risalto da alcuni quotidiani, come il Giornale e La Repubblica.

Vademecum per il voto alle europee 2014: istruzioni per l’uso

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Tutto quel che è necessario sapere sulle elezioni europee del maggio 2014, con notizie aggiornate a poche settimane dal voto. Le ultime novità, la legge elettorale, le curiosità, la regole, comunitarie e nazionali, per questo importante ed atteso appuntamento elettorale. Per un aggiornamento e una prima riflessione sui risultati elettorali e sulle conseguenze del voto in Italia e in Europa, ti consigliamo EP2014, il voto che ha scosso l’Europa e stabilizzato l’Italia.

Ma i veri “euroscettici” sono i leader europei

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L’affermazione del Front National di Marine Le Pen alle amministrative francesi era largamente previsto, così come è prevedibile un buon risultato dei tanti movimenti euroscettici che prosperano in tutti i paesi dell’Unione. Un risultato che certo non va sottovalutato, ma che non prelude, come invece si vuol far credere, ad una conquista del “potere“ da parte di queste formazioni.